3 diverse situazioni in cui serve la piena assistenza delle pompe funebri

Il decesso in casa

Quando il decesso avviene in casa, la prima cosa da fare è chiamare il medico curante che deve dichiarare che la persona è effettivamente morta. Le pompe funebri intervengono per ritirare la salma al fine di prepararla per i funerali e occuparsi di ogni tipo di incombenza organizzativa. È possibile prendere accordi con l’agenzia quando si ha in casa una persona anziana e malata da tempo in maniera da essere più preparati ma non è obbligatorio.

Il decesso in ospedale

La situazione è un po’ diversa quando il decesso ha luogo in una struttura ospedaliera come po’ anche essere una casa di riposo o una clinica privata. Delle operazioni per dichiarare l’avvenuto decesso se ne occupa lo staff medico, chiamano il medico di guardia che prende il battito piatto per 20 minuti per confermare il decesso. La famiglia viene chiamata e anche le pompe funebri che ritirano il corpo per preparalo alla sepoltura. Tutto ciò che serve per i funerali viene organizzato in un attimo, anche se non erano stati presi precedenti accordi con l’agenzia che ha il compito di fornire tuti i servizi necessari per sollevare la famiglia da queste incombenze in questi attimi di lutto.

Il decesso fuori

Purtroppo no si può mai sapere quando succederà che una persona cara passi oltre e ciò può avvenire anche fuori casa ma gari a causa di un malore o di un incidente. Quando il decesso viene fuori dal proprio comune di residenza, in un’altra città o regione, la situazione si complica per via della burocrazia. È necessario che i carabinieri diano il nulla oste e la salma ritirata dalle pompe funebri presso il luogo del decesso oppure presso il pronto soccorso, se sono interventi i soccorsi. Se il decesso dovesse avvenire fuori dai confini nazionali, la situazione è ancora più complicata e, oltre all’assistenza delle pompe funebri, può essere necessaria addirittura quella dell’ambasciata.

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